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Bengalese

BengaleseLa razza bengalese è il risultato dello sforzo di combinare le caratteristiche di un gatto selvatico con il corpo e il temperamento di una razza domestica. Nel proprio albero genealogico il Bengal deve possedere almeno il 10% di sangue di Felis bengalensis e possono essere esposti solo i soggetti in quarta generazione. Al fine di allevare soggetti più docili e mansueti durante le esposizioin vengono squalificati i gatti nervosi, aggressivi o non troppo domestici. Dato che i soggetti di seconda generazione hanno molto spesso un indole un po' selvatica , per renderli più docili è necessario separarli dalla madre al momento della nascita e farli allattare da una gatta domestica.
Sebbene per secoli si siano avuti sporadici incroci tra gatti selvatici e domestici, il primo tentativo ufficiale si è avuto nel 1963. Un genetista operante negli Usa ha incrociato un maschio domestico con una femmina di Gatto leopardo asiatico ottenendo una figliata variegata. Una gattina quindi si è incrociata con il padre partorendo piccoli in parte a macchie e in parte unicolori. Le grandi macchie disegnano strisce orizzontali sul mantello, rendendolo unico.
 
Il mantello presenta colori che appartengono alla famiglia del marrone e del nero tra i quali il sauro e il color visone. Nel gatto Bengalese sono riconosciuti il disegno a "rosette" e il marbled. Il primo non è altro che un disegno spotted (cioè piccole macchie ben distribuite su tutto il corpo) leggermente modificato (macchie tonde con na porzione centrale più chiara). E' preferibile che le macchie, come del resto quelle del leopardo, siano allineate orizzontalmente (negli altri gatti la distrubuzione degli spot è verticale).
Nel disegno marbled sono presenti tre righe parallele molto larghe sul dorso e le ali da farfalla sulle spalle e sui fianchi.
Il Bengalese è riconosciuto nei colori brown tabby e snow leopard (leopardo delle nevi), entrambi con macchie ben pronunciate e di un colore bruno-rossatro.

Avendo un mantello corto, aderente al corpo e molto liscio e setoso il Bengalese non richiede alcuna cura particolare. L'uso di un pettine con i denti stretti o di una pelle di daino inumidità possono rivelarsi particolarmente utili per rimuovere i peli morti e per lucidare il mantello.

E' difficile gestire le sue esigenze di spazio, il suo esagerato bisogno di muoversi, di correre e di giocare, esigenze più accentuate ed evidenti negli ibridi di prima e seconda generazione. Con il passare del tempo sono infatti divenute meno evidenti ed i soggetti stanno diventando più docili e mansueti.
Il Bengal ama la compagnia dell'uomo con cui spesso instaura un rapporto esclusivo al punto da non volerlo condividere con altri animali.