Oggi esistono nel mondo intorno ai 500 milioni di esemplari di gatti domenistici, il cuo principale compito è quello di tenere sotto controllo il proliferare di roditori e di far compagnia all'uomo. Il gatto appartiene dunque ai
mammiferi e ne ricalca la struttura base, vale a dire scheletro, organi e tessuti, apparato muscolare e apparato circolatorio. Inoltre è un
carnivoro predatore e quindi tale struttura ha subito nel tempo delle modificazioni atte a migliorare le sue doti di cacciatore.
ANATOMIA
Tra le caratteristiche più evidenti del gatto vi sono l'agilità, la velocità, i movimenti rapidi e silenziosi e la capacità di infilarsi in pertugi strettissimi; scheletro ed arti sono quindi particolarmente specializzati per rispondere a queste caratteristiche. Polmoni, reni, cuore, ecc hanno una struttura identica a quella degli altri mammiferi.
Scheletro
Lo scheletro del gatto, portamento e dimensioni a parte, ha parecchie somiglianze con quello dell'uomo.
Una differenza è costituita dalla colonna vertebrale che nel gatto comprende più vertebre a causa della coda. Le articolazioni invertebrali sono meno rigide di quelle dell'uomo e quindi la spina dorsale è più flessibile; è grazie a ciò che il gatto passa attraverso i varchi più angusti e stretti ed è in grado di inarcare il dorso in quel modo così caratteristico.
Il gatto è inoltre privo di
clavicola, o meglio ne possiede un frammento ridotto nascosto tra i pettorali. Una clavicola normale, infatti finirebbe per allargare il torace, non consentendogli di superare le strettoie appena citate, e limiterebbe inoltre di molto la lunghezza del passo, riducendo lo scatto e la velocità nella corsa che lo rendono un predatore così formidabile. Per questa caratteristica le zampe del gatto non possono eseguire i movimenti laterali.
La
testa è quella tipica dell'animale predatore, con bocca larga e possente, occhi capaci di scrutare l'oscurità e orecchie assai efficienti.
Bocca
Il gatto ha 30
denti, 16 collocati nella mascella e 14 nella mandibola. La loro funzione è quella di uccidere la preda e triturare la carne per potersi alimentare. I denti sono costituiti da smalto e dentina come quelli umani ma da questi differiscono sia per la forma sia per la funzione relativa al tipo di dieta, basata essenzialmente sulla carne. La dentatura ha canini sviluppati e molari taglienti, usati solo per triturare. Esisono poi i denti chiamati ferini (l'ultimo premolare della mascella ed il primo molare della mandibola) che si caratterizzano per una forma di tipo piramidale, con i margini taglienti e che hanno la funzione specifica di lacerare la carne.
Le
gengive sono fornite di recettori nervosi che consentono al gatto di capire esattamente il punto migliore per affondare sul collo della vittima il morso fatale.
La
lingua è flessibile e lunga, fornita di papille filiforme e incurvate all'indietro, localizzate nella parte centrale; queste papille si rivelano di particolare utilità nella pulizia del mantello e vengono usate come una vera e propria raspa nella pulizia delle ossa delle prede. Vi sono papille gustative fungiformi, localizzate principalmente sulla punta e sui lati della lingua e papille sensitive circumvallate alla base della lingua. Quando un gatto beve, la sua lingua viene utilizzata per raccogliere l'acqua come un vero e proprio mestolo incurvato all'indietro, a differenza di quanto fanno i cani che tengono la lingua incurvata in avanti.
La corformazioni del cranio ha permesso lo sviluppo dei
muscoli della mandibola e del collo e la formazione di
archi ossei rinforzati laddove si verificano forze di trazione relative all'azione del mordere.
Il Cervello
Come ogni buon cacciatore il gatto ha sviluppato le parti del cervello che vengono associate in particolare alle funzioni sensitive. Più semplice lo sviluppo dei
lobi frontali (considerati strettamente legati all'intelligenza) rispetto all'uomo e agli altri primati. L'intelligenza di solito si misura rapportando la lunghezza della colonna vertebrale al peso del cervello, per indicare quanto il corpo possa essere controllato da quest'ultimo: nell'uomo il rapporto è di 50:1, nella scimmia è di 15:1, nel gatto di 4:1. Questa semplificazione tipica dell'approccio evoluzionistico, ci sembra riduttivo in quanto l'esperienza ci ha dimostrato quanto possa dimostrarsi acuta l'intelligenza di un felino, al di là delle dimensioni del suo cervello.
Arti
Le ossa delle
zampe sono simili a quelle dell'uomo, e come per quasi tutti i mammiferi, la lunghezza dei vari segmenti della zampa decresce con l'aumentare della loro distanza dal tronco, così il femore è più lungo dalla tibia la quale è più lunga del piede.
Essendo un predatore adatto all'inseguimento e quindi alla corsa il gatto ha i
piedi che si allungano mentre, al contrario, le ossa vicine al tronco si accorciano.
Il gatto è animale
digitigrado (il peso del corpo viene sostenuto soltando dall'estremità delle dita), a differenza di molti altri carnivori che sono invece plantigradi. Le ossa del piede del gatto possono sopportare sia le forze dovute all'accellerazione in corsa, sia quelle causate dall'impatto con il suolo dopo un salto; questo grazie anche ai legamenti particolarmente robusti.
Il piede del gatto è inolte fornito di uno strato di
tessuto cutaneo duro e resistente che ricopre il cuscinetto connettivo. Questo gli permette di assorbire i colpi e rende le dita particolarmente compatte, consentendogli, per esempio una frenata brusca durante la corsa.
Il
cuscinetto carpale è presente esclusivamente negli arti anteriori, in posizione arretrata rispetto agli altri cuscinetti della zampa; sembra abbia la sola funzione di evitare di slittare dopo un balzo o un salto, visto che questo particolare cuscinetto non è mai a contatto con il suolo durante tutti gli altri movimenti del gatto.
Apparato digerente
Il
tubo digerente è di lunghezza ridotta se confrontato con quello dell'uomo, questo a causa della dieta prevalentemente carnivora. Il gatto domestico ha comunque un
intestino più lungo se paragonato a quello di altri felini e, ciò è probabilmente per il fatto che la sua dieta comprende un numero di alimenti più variato.
Grazie ad una muscolatura partcolarmente specializzata nella zona dell'
esofago, per il gatto è possibile rigurgitare facilmente e volontariamente il cibo che gli risulta di difficile digestione o sgradito. Questa capacità viene spesso utilizzata dalla madre per nutrire i suoi piccoli.
Taglia
Contrariamente a quanto accade nei cani, forme e razze dei gatti sono di dimensioni abbastanza simili. I tipi base sono tre:
-
Gatto robusto, con corporatura tozza, zampe corte e grosse, spalle e fianchi larghi, testa corta e rotonda;
-
Gatto muscoloso, con zampe di media lunghezza, spalle e fianchi normali, testa di media lunghezza con struttura in parte arrotondata;
-
Gatto snello, presenta zampe lunghe e magre, fianchi e spalle strette, e il muso leggermente con forma a cuneo.
Il
peso di un gatto domestico può andare dai 2,5 ai 5,5 kg e la differenza con i gatti selvatici è notevole se si pensa che quelli Asiatici per esempio non superano 1,25 chilogrammi.
Pelle e Pelliccia
La pelle del gatto è fornita di molti tipi di
ghiandole cutanee, ma sono tre i più importanti: le ghiandole sudoripare, a differenza che nell'uomo, non sono diffuse in tutto il corpo ma solo sui cuscinetti delle zampe; le ghiandole apocrine secernono un fluido biancastro e hanno la funzione di trasmettere segnali chimici olfattivi usati per la marcatura del territorio; le ghiandole sebacee , connesse ai follicoli piliferi, producono il grasso che rende il pelo impermeabile all'acqua e all'umidità.
Vasta la gamma di
colori del pelo che ricopre i gatti domestici, più limitata quella dei gatti selvatici, ma la base rimane la striatura tigrata: tutti i gatti hanno il pelo striato in modo più o meno apparisciente. La struttura ha una funzione mimetica, e negli esemplari selvatici è più marcata per ovvie ragioni. I colori diversi hanno invece non solo un valore mimetico ma anche di segnale: numerose macchie sul muso accentuano un espressione aggressiva, macchie sulla punta della coda sono un richiamo della madre ai piccoli e via dicendo.
L'ambiente in cui vive condizione il
tipo di pelliccia del gatto: in zone fredde avrà un pelo più folto e viceversa.
Il pelo può essere di tre tipi: lungo e superficiale, corto, ruvido e duro; corto morbido e ricciuto. Le diverse
razze mostre diverse combinazioni: per esempio il
persiano ha un pelo lunghissimo in superficie e morbido e ricciuto nello strato sottostante.
GLI ORGANI DI SENSO
Gli organi di senso nel gatto sono più specializzati che in altri mammiferi, e hanno subito modificazioni proprio in funzione delle sue particolari inclinazioni da predatore.
Occhi
I gatti al buio completo non vedono meglio dell'uomo ma in condizioni di luce debolissima sono in grado di sfruttare anche il minimo raggio luminoso; cornea, pupilla e cristallino sono più sviluppati che nell'uomo, così la retina - che invece non è in proporzione più ampia - può
ricevere molta più luce. Poichè il globo oculare ha forma più rotonda e accorciata rispetto a quello dell'uomo l'angolo visivo diventa assai più ampio.
Avrete certamente notato come scintillano gli occhi di un gatto nell'oscurità, mostrando un caratteristico colore verde brillante: al buio le pupille vengono dilatate al massimo in modo che la luce venga riflessa sul tapetum lucidum, e cioè una particolare struttura, posta sotto la retina, ricca di cristalli riflettenti che fungono da specchio.
La visione del gatto è di tipo
binoculare, cioè il campo visivo di un occhio si sovrappone a quello dell'altro in maniera parziale. In tal modo si ottiene un'immagine tridimensionale, essenziale per un animale cacciatore, che riesce a valutare così le distanze che lo sperano dalla preda su cui vuole avventarsi.
Per molti anni si è ritenuto che i gatti non fossero in grado di percepire i colori, ma che vedessero in bianco e nero. I più recenti studi hanno dimostrato il contrario, sebbene non sia ancora del tutto chiaro in che misura.
Orecchie
Il gatto deve possedere una buona vista ed ovviamente un buon udito. La struttura del
padiglione auricolare permette ai felini di distunguere la qualità del suono direzione di provenienza, individuando di conseguenza dove si trova la preda da cacciare. Il gatto percepisce suoni di frequenza particolare e tra questi anche differenze minime.
La
capacità uditiva del gatto inizia a calare dopo i tre anni di vita e diminuisce progressivamente dopo i 4 anni e mezzo.
Naso
Olfatto e gusto hanno un ruolo importantissimo nelle funzioni vitali del gatto, e sono molto più sensibili rispetto a quelli degli umani. (Le terminazioni olfattive del gatto possono arrivare a 19 milioni, quelle dell'uomo non superano i 5 milioni). L'olfatto del gatto è sensibile ai composti azotati, il che gli permette di valutare, nell'atto del mangiare, se un determinato cibo è deteriorato o meno.
Lingua
Come abbiamo già accennato in tema di gusti alimentari il gatto ha esigenze più selettive e raffinate di quelle in genere presenti nel cane.
La lingua del gatto è interamente ricoperta di
papille con funzioni diverse che sono costituite da una sostanza simile a quella degli artigli e che la rendono così rugosa.
Il senso del
gusto è tanto più sviluppato quanto l'animale è giovane, così un gattino nato da pochi giorni avrà un senso del gusto assai elevato che andrà riducendosi man mano che cresce e quindi invecchia. Ciò nonostante il senso del gusto rimane sempre particolarmente sensibile in un soggetto sano e una sua riduzione, anche temporanea - soprattutot se accompagnata dalla perdita di appetito - è certamente sintomo di malattie legate all'apparato respiratorio o boccale, nonchè sintomo di avvelenamento o di altre gravi patologie.
Bibliografia: il GATTO uno di casa - Demetra.